Nene 

La frazione di San Carlo, a Castiglione Tinella, è una delle zone più vocate per il Moscato. Qui i nonni materni di Irene avviarono l’attività partendo dall’allevamento, per poi dedicarsi progressivamente alla produzione di vino venduto sfuso. L’azienda è stata in seguito portata avanti dalla madre e dalle sorelle, mentre Irene, dopo studi scientifici, ha scelto di intraprendere l’università di Viticoltura ed Enologia ad Alba. Dopo alcune vendemmie tra Argentina e Francia, decide di tornare in Piemonte, dove matura esperienza lavorando prima in laboratorio e successivamente come seconda enologa. Questo percorso tecnico rappresenta la base su cui prende forma il suo progetto personale. I vigneti di famiglia si estendono su 11,5 ettari, quasi tutti nelle immediate vicinanze della cantina. Fanno eccezione il vigneto di Pinot Nero, Vigna Felicion, alcuni appezzamenti di Moscato e una vigna di Chardonnay appartenuta al nonno, situata a Castagnole delle Lanze.Il progetto Nene coinvolge attualmente circa 1,5 ettari e ha visto la sua prima vendemmia nel 2023. Parte delle uve destinate ai due Metodo Classico proviene da vigneron selezionati, ma l’obiettivo è quello di impiantare nuovi vigneti e raggiungere progressivamente l’autosufficienza produttiva. In vigna non vengono utilizzati erbicidi di origine chimica: la gestione delle infestanti avviene esclusivamente tramite lavorazioni meccaniche e interventi manuali.Se la formazione di Irene nasce da un approccio tecnico – maturato anche durante l’esperienza come enologa presso Gancia – i viaggi e le degustazioni le hanno insegnato che la tecnica, da sola, non basta. I vini di Nene cercano quindi una connessione profonda con la vigna, con vinificazioni che riflettano i suoi gusti e i suoi ideali, senza costruzioni forzate e lasciando spazio alla libera espressione del vino.Fin dal primo anno Irene ha iniziato a mettere da parte una significativa quantità di vino di riserva destinata ai Metodo Classico. Una parte affina in barrique e tonneaux provenienti dalla Champagne, mentre un’altra rimane in cemento per preservare freschezza e mineralità. L’obiettivo è costruire basi complesse e vini di grande espressività e personalità. Le etichette nascono dalla collaborazione tra Irene e l’artista Federica Bodda: realizzate con la tecnica della calcografia, evolveranno di annata in annata diventando sempre più articolate, seguendo la crescita e la complessità dei vini stessi, che attraverso affinamenti di diversa durata si svilupperanno nei tre livelli del progetto: Primo Stato, Secondo Stato e Terzo Stato.