Flaibani

Pino Flaibani, udinese di nascita, viveva a Milano dove si occupava di stampa e giornali. Quando in seguito al terremoto del 1976 si recò in Friuli per aiutare la popolazione, nacque in lui il desiderio di ritornare nella terra natia. Dopo pochi mesi trasferisce la famiglia a Cividale del Friuli, nella casa che tuttora è il cuore dell’azienda Flaibani, dove Pino inizia a curare la vigna nei fine settimana e a studiare per vinificare al meglio. Dopo il pensionamento, il vino diventa la sua occupazione principale: la moglie Dorina, la nuora Bruna, i figli Maurizio e Michele lo aiutano a realizzare il suo sogno. Sarà poi Bruna a prendere in mano le redini dell’azienda e a proseguire il lavoro iniziato da Pino. Le vigne si estendono su una superficie di circa 3 ettari collinari, orientati a sud, sud-ovest, circondati da 6 ettari di bosco. Dal 2016 l’azienda è certificata biologica e dal 2022 è certificata biodinamica (Bio Dynamic Farmers Of The World) perchè Bruna Flaibani è convinta che la qualità del vino sia profondamente legata al rispetto dell’ambiente e alle buone pratiche di agricoltura. Le vigne hanno dai 15 ai 70 anni, sono poste su terrazzamenti ripidi con un’ottima esposizione e producono tra i 35 e i 50 quintali di uva per ettaro. L’ambizione dei Flaibani è di produrre solo vini di altissima qualità, tra i migliori del Friuli. La vendemmia è manuale e la pigiatura viene eseguita con il torchio, che aiuta a preservare nei vini le meravigliose caratteristiche originarie che altrimenti andrebbero perdute.I vini bianchi vengono affinati in acciaio, quelli rossi riposano invece in botti di rovere per circa 10 mesi, trascorsi i quali i vini continuano l’affinamento in bottiglia. La metà della produzione annuale è di vino rosso, felicissima eccezione alla realtà vitivinicola friulana. Tra le varietà di uva coltivate, infatti, 4 sono a bacca rossa: Schioppettino, Cabernet Franc (Carmenère), Merlot e Cabernet Sauvignon. Le varietà di uva bianca sono invece Pinot Grigio (vinificato ramato) e Friulano, proveniente in gran parte da vecchie viti di “Tocai Giallo dal Peduncolo Rosso”.