IlBioselvatico

IlBioSelvatico è il progetto di Filippo Volpi, nato ufficialmente nel 2018 quando decide di prendere in gestione la storica azienda agricola di famiglia, fino ad allora condotta dal padre e dalla zia, entrambi ristoratori. In realtà, le prime sperimentazioni risalgono già al triennio 2015–2017, quando Filippo muove i primi passi in cantina anche grazie al supporto di Federico Staderini, primo enologo di Ornellaia. L’azienda si trova in località Oliveto, nel comune di Civitella in Val di Chiana, in un contesto naturale di grande ricchezza: suoli sablo-argillosi tipici della Valdichiana Aretina, circondati da boschi, corsi d’acqua e una biodiversità diffusa che contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema agricolo.

Il progetto si concentra volutamente su un’unica tipologia di vino, affiancata dalla produzione di olio. I 4,2 ettari vitati sono interamente dedicati al Sangiovese, mentre 3,5 ettari sono coltivati a oliveto; tutte le superfici sono certificate biologiche fin dai primi anni 2000. Fondamentale nel percorso di Filippo è il confronto con il vignaiolo Stefano Amerighi, che contribuisce a rafforzare un approccio basato sulla fertilità naturale dei suoli e sul minimo intervento, ispirato a una viticoltura di matrice borgognona. In vigna si adottano pratiche tradizionali come la doppia potatura, la bruciatura dei tralci e l’assenza di cimatura, con gestione manuale della vegetazione. Le rese sono molto contenute (circa 33 q/ha) e la vendemmia è estremamente frazionata, con numerosi passaggi distribuiti tra settembre e la prima metà di ottobre.

In cantina il lavoro segue la stessa filosofia artigianale: fermentazioni a grappolo intero, pigiatura manuale con piedi e mani, utilizzo di un torchio tradizionale per la pressatura e affinamento senza aggiunte enologiche, prima in tonneaux usati e successivamente in cemento. La produzione annua è di circa 10.000 bottiglie e 800 magnum, oltre a circa 1.000 bottiglie di olio. IlBioSelvatico “si impegna totalmente con una filosofia antica (e quindi molto attuale), interpretandola con grande coraggio per produrre un vino sano, originale e vivo. Un vino di corpo e di cuore”.