FABULAS - "FOEMINAE" Pinot Grigio Terre d'Abruzzo DOP 2025 75cl (6)

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DISTRIBUITO DA DOL FOOD Cod.DF/FABU03

 

Vino Bianco Ramato Fermo

Da uve Pinot Grigio100%

Lieviti indigeni

Fermentazione spontanea in cemento

Affinamento in acciaio per 6 mesi

Alcool 13,50%

 

Vino Biologico Certificato

Vino Biodinamico Certificato Demeter

Certificazione Biodiversity Friend

Certificazione Vegan OK

 

Leggero contatto pellicolare tra buccia e mosto (4-6 ore) e poi lavorazione con la tecnica della “vinificazione in bianco”. La fermentazione è spontanea, condotta da lieviti autoctoni che, a differenza dei lieviti commerciali, risentono molto dell’annata e della qualità dell’uva. Nella tecologia radizionale il colore ramato/rosato viene portato via da tecniche e prodotti enologici che in biodinamica non sono ammessi. Questa è la ragione per cui il nostro Pinot Grigio ha un colore naturale ramato/ rosato in funzione dell’annata. Bouquet intenso, floreale, note di frutta a polpa gialla. Fresco, intenso e sapido.

Realizzate in lamina d’oro, a forma di semiluna con piccoli sonagli che richiamano l’atto di agitare la biancheria durante il lavaggio, le sciacquajje si tramandavano da una generazione all’altra, da suocera a nuora in occasione delle nozze. Questi vistosi orecchini, molto diffusi nella seconda metà dell’800 in provincia di Chieti, sono probabilmente opera creativa del maestro orafo Francesco Bartoletti (1855-1933). La forma della mezzaluna richiamava i mutamenti della luna e quindi conferiva al gioiello la capacità di influenzare, nell’immaginario collettivo, le azioni umane, la salute e la fertilità, tanto che erano quotidianamente indossate anche dalle contadine, per scongiurare malefici. Gli esemplari più elaborati furono acquistati da artisti come Cascella e Michetti per adornare le modelle per le loro tele. Convinti sostenitori del rinnovamento della pittura in favore del vero, predilessero ai temi sacri le donne dell’Abruzzo antico e rurale, come nel caso del famoso dipinto La Figlia Di Iorio tratto dall’omonima tragedia di G. D’Annunzio.